Rete Teatrale Aretina

Wiegenlied. Ninnananna per l’ultima notte a Terezin

giovedì 2 febbraio / 21.15 / Teatro Mario Spina

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OFFICINE DELLA CULTURA
con il contributo della Regione Toscana

Wiegenlied
Ninnananna per l’ultima notte a Terezin

con la Pavel Žalud Orchestra
e 13 strumenti originali* dal ghetto di Terezín

progetto a cura di Matteo Corradini

Vorrei andare da sola dove c’è un’altra gente migliore,
in qualche posto sconosciuto dove nessuno più uccide.
Ma forse ci andremo in tanti verso questo sogno,
in mille forse – e perché non subito?

Alena Synková

La PAVEL ŽALUD ORCHESTRA
diretta da Enrico Fink

percussioni Massimiliano Dragoni
contrabbasso Luca “Roccia” Baldini
fisarmonica Riccardo Battisti
tambura* e bouzouki Massimo Ferri
mandolino* Massimo Greco
flicorno basso* Saverio Zacchei
tromba* Leonardo Morella
clarinetti* Gabriele Coen, Gianni Micheli e Alessandra Andreani
oboe* Lea Mencaroni
violino* Mariel Tahiraj
flauto traverso* Enrico Fink
ottavino* Lavinia Massai

Gli strumenti
Dalla primavera del 2009, lo scrittore ed ebraista Matteo Corradini ha recuperato undici strumenti musicali di marca Zalud appartenuti a musicisti ebrei deportati nel ghetto di Terezín e utilizzati nel ghetto nel corso del progetto di propaganda nazista: 1 violino, 4 clarinetti, 1 oboe, 1 flauto traverso, 2 ottavini, 1 mandolino, 1 basso tuba.
Realizzati tra la fine del XIX secolo e il 1932 a Terezín, gli strumenti hanno accompagnato il destino degli ebrei del ghetto, in particolare dei musicisti praghesi e tedeschi.

La fabbrica di strumenti Zalud ha operato a Terezin dalla seconda metà del XIX secolo fino a circa il 1932. Quattro generazioni di produttori di strumenti si sono susseguite, e ciascuna ha contribuito alla nascita in particolare di strumenti per piccole formazioni estremamente dinamiche, e per corpi bandistici: tra i pezzi prodotti in primis vanno annoverati legni e ottoni, ma anche violini e mandolini.

Il progetto – PAVEL ŽALUD ORCHESTRA
La Pavel Žalud Orchestra nasce da un’idea di Matteo Corradini ed è diretta da Enrico Fink, suona per la prima volta tutti insieme gli 11 strumenti musicali, riportati alla vita, in un concerto-reading che debutterà al Teatro Comunale di Piacenza, con un’anteprima al Teatro Verdi di Monte San Savino, in occasione della Giornata della Memoria 2016.
Lo spettacolo è incentrato sulle musiche composte negli anni del ghetto, in particolare da Ilse Weber, e sul racconto dell’esperienza unica di Terezín. Si alternano, concatenandosi e fondendosi, alcune letture. L’intreccio tra parole lette e musica farà da filo conduttore. Attraverso alcune figure (i ragazzi che resistono, uno scultore solitario, un giustiziato che in sogno si mette a parlare, una lampadina da accendere…) ci si potrà interrogare sul senso della verità, e su come la si possa cercare anche quando tutto intorno crolla. Anche quando la vita è in fortissimo pericolo. Parole e musica creano poco per volta un dialogo in crescendo, tra commozione e sorrisi.

L’orchestra ha sede tra Firenze e Arezzo, ed è formata da 15 musicisti di provenienza internazionale, provenienti dall’esperienza dell’Orchestra Multietnica di Arezzo.