Rete Teatrale Aretina

Mappamondi Arezzo


 

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2016 – 2107
TEATRO PIETRO ARETINO – TEATRO MECENTAE

Lettera scuole 2016-2017
MAPPAMONDI 2016-17

Scheda prenotazione spettacoli 2017

inizio prima replica ore 9,15 – inizio seconda replica ore 11,00

Ingresso spettacoli €. 5,00

 

Anche quest’anno MAPPAMONDI presenta alle scuole aretine un programma ricco nei linguaggi e nei contenuti. Gli spettacoli scelti variano dal teatro di figura al teatro d’attore, passando per la danza e la musica. Gli intrighi narrativi sono ispirati alle fiabe e ai racconti classici, quali Fratelli Grimm, Pinocchio e Cappuccetto Rosso, fino a testi originali che danno al teatro una vitalità narrativa di cui le nuove generazioni hanno grande bisogno. Un modo di raccontare che rappresenta uno stile tipico del teatro, sempre attento a dosare insegnamento ed emozione, fantasia e riflessione.

Per le scuole secondarie di primo e secondo grado Mappamondi propone quest’anno due grandi classici come Odissea e Don Chisciotte e diverse proposte di impegno civile sui temi della giornata della memoria. Un modo per vedere il passato con gli occhi rivolti verso il presente e il futuro.
Novità di questo anno è la possibilità di ospitare alcuni spettacoli all’interno delle vostre scuole, in spazi adeguati tipo palestre, auditorium e spazi comuni per un numero minimo di 60 alunni.

Info e prenotazioni: 0575 1824380 – 339 7219133 anche via Sms e WhatsApp

Per adesione scrivere a cinzia.corazzesi@gmail.cominfo@reteteatralearetina.it

PROGRAMMA

giovedì 17 novembre 2016
TEATRO PIETRO ARETINO
NAta
SE PINOCCHIO FOSSE CAPPUCCETTO ROSSO
durata 55 minuti
età: 4 – 11 anni
N.B. Lo spettacolo, su richiesta, potrà essere effettuato presso le scuole in spazi adeguati (palestre – auditorium, per un numero minimo di 60 alunni)

di Livio Valenti
con Livio Valenti, Cinzia Corazzesi, Lorenzo Bachini, scenografie Andrea Vitali e Roberta Socci, pupazzi Roberta Socci, burattini Pinuccia Bocchi, musiche Lorenzo Bachini, luci Camillo Gazzaniga

“Sono storie, son favole e novelle, ci fanno divertire, ridiamo a crepapelle,
quando un personaggio grattandosi le ascelle, muove un po’ le braccia e vola sulle stelle…”

Nella casa delle fiabe, dove le storie si incrociano e si mescolano, Pinocchio e Cappuccetto Rosso decidono di fare un gioco nuovo: il burattino più famoso del mondo si travestirà con un mantello ed un cappuccio rosso ed entrerà dentro alla favola della sua amica, diventandone il protagonista.
Per una volta sarà allora Pinocchio a fare visita alla Nonna, affrontando le insidie del bosco e del Lupo Cattivo… ma… ssshhh! … che nessuno sveli il suo segreto, perché il divertimento starà proprio lì: nell’ingannare quello sbruffone del Lupo e dargli una bella lezione…
GENERE: Tecniche di animazione mista con pupazzi, burattini e intervento di attori.

video spettacolo completo:
http://www.youtube.com/watch?v=xxk86ezlywm
http://www.youtube.com/watch?v=jcjrb92_dvq

venerdì 18 novembre
TEATRO PIETRO ARETINO
KANTERSTRASSE
GRIMM BROTHERS
durata 50 minuti
età: 4 – 10 anni

drammaturgia e regia Simone Martini, scene e costumi Eva Sgrò, disegno luci Marco Santambrogio, musiche originali Umberto Foddis, illustrazioni animate Andrea Rauch, con Luca Avagliano e Enrica Pecchioli

Il progetto è impostato come un percorso dove habitat scenografici, multimediali e sonori vengono abitati dagli attori che contribuiscono a dare vita a tre storie tratte dall’opera dei fratelli Grimm: I musicanti di Brema, Biancaneve e La Luna.
Lo spettacolo si basa sull’evocazione di queste tre storie e sulla suggestione che ne deriva grazie all’utilizzo di vari linguaggi come le maschere, le ombre, il teatro d’attore, videoproiezioni e vere e proprie installazioni scenografiche.
Lo spettacolo inizia con il racconto dei musicanti di Brema (maschere) al termine del quale una voce narrante accompagnata da un Habitat sonoro introduce la storia di Biancaneve che appare dietro pannelli retro illuminati. Al termine del secondo quadro un gioco di luci e suoni guiderà lo spettatore in un terzo Habitat fatto di videoproiezioni e scenografie dove una grafica animata accompagnata da una voce narrante farà rivivere la fiaba de La Luna.
l quarto e il quinto Habitat sono dedicati nuovamente al racconto di Biancaneve e sono La casa dei sette nani e il sepolcro di Biancaneve dove gli attori impersonando i vari personaggi condurranno gli spettatori al termine del percorso e della storia.
Grimm Brothers è qualcosa di più rispetto ad un semplice spettacolo teatrale per bambini o famiglie ed è il frutto di un intenso lavoro di ricerca dedicato al concetto di esperienza. Il progetto ha una relazione molto intensa con l’illustrazione fiabesca contemporanea e trae da questa e dal lavoro di alcuni dei suoi esponenti italiani più importanti (Andrea Rauch e Sophie Fatus) una parte dell’immaginario narrato che poi sviluppa grazie alle tecniche teatrali contemporanee in una sorta di illustrazione narrata in movimento.
Questa caratteristica porta lo spettatore a calarsi immediatamente nei vari linguaggi senza però togliere la possibilità di aggiungere con la propria immaginazione piccole parti di raccordo volutamente lasciate sospese e indefinite.

GENERE: Teatro d’attore.
video trailer: https://vimeo.com/126832007

giovedì 15 dicembre
TEATRO PIETRO ARETINO
DIESIS TEATRANGO
DON CHISCIOTTE
Sogni e mulini a vento
durata 60 minuti
età: 10 – 19 anni

drammaturgia di Piero Cherici, liberamente tratto da Cervantes, con Piero Cherici, Filippo Mugnai, Andrea Roselletti, scrittura scenica Piero Cherici e Filippo Mugnai, progetto del Laboratorio Permanente di Teatro Sociale

Strappare un personaggio alle pagine di carta per catapultarlo in nuovi mondi, nuove dimensioni, nuove cornici.
Le mirabolanti avventure del cavalier Don Chisciotte della Mancia e del suo fido scudiero Sancio Panza.
E il palcoscenico diventa la Mancia, luogo vuoto che diventa spazio folle di poesia dove si parla al vento e si custodiscono i sogni, si aprono le porte ai cavalieri erranti ed alle loro storie di viaggio. I libri, i racconti e le storie hanno “tarlato” la mente di Don Chisciotte.
Lo spettacolo è un omaggio all’immaginazione e un plauso alla poesia e porta i giovani spettatori a contatto con il valore delle storie e dei racconti.
Sulla scena abbiamo fatto incontrare l’autore e i suoi personaggi; la realtà si forma e si trasforma con pochi oggetti, musiche ed un linguaggio spesso surreale fatto di azioni e parole che rendono il teatro il luogo delle avventure: raccontano ciò che non si vede e raccontandolo lo creano. Un ricordo dell’autore si trasforma nella principessa dei sogni, una cornice vuota è specchio delle possibilità, la valigia è un mondo intero dove il cavaliere viaggia…
Don Chisciotte, cavaliere con non troppi averi, ha bisogno di Sancio Panza per vivere e toccare le sue avventure. Sancio Panza sostiene il suo signore con la promessa di divenire governatore di un’isola di cui è il primo a saperne l’inconsistenza, ma questo gli dà modo di immaginare, creare e sperare un mondo diverso per sé stesso e la sua famiglia.
GENERE: Teatro d’Attore.

martedì 17 gennaio
TEATRO PIETRO ARETINO
COMPAGNIA GRANTEATRINO DI PULCINELLA
HANSEL E GRETEL
durata 55 minuti
età: 3 – 9 anni

illustrazioni e immagini Nicoletta Costa con Chiara Bitetti e Anna Chiara Castellano Visaggi, burattini, pupazzi, fondali Manuela Trimboli, adattamento e regia Paolo Comentale

La compagnia Granteatrino porta in scena una delle più celebri favole dei fratelli Grimm e lo fa con il suo caratteristico stile, coniugando la classica storia con l’allegria dei burattini in baracca e l’inconfondibile segno dell’illustratrice Nicoletta Costa. I burattini e le scene riproducono infatti le ambientazioni e i personaggi da lei disegnati.
Lo spettacolo alterna atmosfere magiche e fantastiche a scene di puro divertimento e, attraverso la narrazione, affronta temi di grande valore simbolico come la paura dell’abbandono e della solitudine. Emozioni che si trasformeranno per i protagonisti della storia in una meravigliosa occasione di conoscenza e di crescita: i due bambini troveranno infatti il coraggio di affrontare grandi difficoltà.  La fiaba evidenzia alcune paure dell’infanzia, anche quella di essere divorati; ma il finale è liberatorio grazie alla vittoria sul nemico più minaccioso: la perfida strega.
La rappresentazione alterna grandi pupazzi animati, resi unici dai colori, dalle forme morbide e variopinte, ai burattini. Il genere riunisce in sé le caratteristiche e le funzioni della fiaba classica e delle “gag” burattinesche che nascono da situazioni impreviste e divertenti.
GENERE: Spettacolo di pupazzi e burattini

mercoledì 18 gennaio 2017
TEATRO PIETRO ARETINO
NATA – EPLOV
ODISSEA
durata 60 minuti
età: 11 – 19 anni
regia e drammaturgia di Livio Valenti, ispirato a Omero, con Giorgio Castagna, Eleonora Angioletti sonorizzazioni Lorenzo Bachini, luci Federico Tabella

Omero detto Blu vive in una vecchia soffitta piena di oggetti, libri, ricordi, registratori, memorie. Blu è isolato dal mondo e non ricorda molto bene chi era e che cosa ha fatto nella sua vita. Trascorre il suo tempo occupato da piccole abitudini quotidiane. Per un caso magico compare nella sua soffitta Atena, la dea protettrice di Ulisse, che lo invita a raccontare la storia: l’Odissea. Piano piano tornano i ricordi ed il racconto si scioglie… la memoria riaffiora … la vita ritorna. Perchè il racconto è vita!
Lo spettacolo percorre tutta la storia dell’Odissea.
GENERE: Teatro d’Attore

Video Trailer
https://www.youtube.com/watch?v=Gh1hIKiCAnI

venerdì 27 gennaio 2017
TEATRO PIETRO ARETINO
SPECIALE GIORNATA DELLA MEMORIA
LIBERA ACCADEMIA DEL TEATRO
E HO PAURA DEI MIEI SOGNI
durata 60 minuti
età: 13 – 19 anni

dal libro di Wanda Pòltawska

con Amina Kovacevich, Uberto Kovacevich, Silvia Martini, illustrazioni eseguite in diretta da Ettore D’Andrea, animazioni mimiche Uberto Kovacevich. Direzione musicale Alessandra Cartocci. Disegno luci Maurizio Giornelli. Assistenza alla regia Ilaria Violin
regia di Amina Kovacevich

Accanto ad Amina Kovacevich, che darà voce alla testimonianza di Wanda Poltawska, la solare attrice Silvia Martini che in questa occasione vestirà i panni di una terribile Aufseherinnen tedesca e alcuni tra i migliori allievi dei corsi avanzati della Libera Accademia del Teatro di Arezzo.
Le atmosfere sono sottolineate dalle immagini suggestive (alcune realizzate in diretta) di Ettore D’Andrea, illustratore e scenografo. Il risultato è uno spettacolo profondamente drammatico rivolto a un pubblico di allievi delle scuole secondarie PREPARATI. Perché per poter ricordare, occorre conoscere.
Sopravvissuta al lager, amica di Giovanni Paolo Secondo, guarita da Padre Pio, Wanda Pòltawska nata nel ‘21 a Lublino, durante l’occupazione tedesca fu arrestata dalla Gestapo e rinchiusa nel campo di concentramento di Ravensbruck, dove insieme ad altre giovani polacche venne sottoposta come cavia a disumani esperimenti medici. Il diario “E ho paura dei miei sogni” venne scritto nel 1945, subito dopo il ritorno dal Lager di Ravensbruk. Memorie messe nero su bianco non per essere pubblicate, ma per superare il trauma di quell’atroce, disumana esperienza. Memorie terribili, eppure mai disperate.

Al suo ritorno dal lager, Wanda Poltawska era tormentata e devastata. Si sentiva terribilmente in colpa per essere viva, mentre le compagne non erano sopravvissute. Cercava una risposta alla domanda “chi è l’uomo?”. Voleva capire come l’umanità potesse creare un simile orrore. Ha studiato medicina e psicologia. E’ diventata psichiatra proprio per esplorare la psiche umana. Ma la medicina non bastava, la psichiatria neanche e la filosofia nemmeno. Conobbe Andrzej Poltawkj, anche lui medico, si sposarono. All’epoca Karol Wojtyla era il cappellano degli universitari ed organizzava gruppi di preghiera e di riflessione. Wanda rimase colpita dal suo modo di insegnare gli ideali umanitari e religiosi, ma soprattutto dal suo comportamento spigliato e per nulla clericale. Insieme parlavano per ore della fede, di Dio, ma anche della vita pratica. Avevano appena trent’anni. Da allora,  e per tutta la vita, fino all’ultimo giorno, Wanda Poltawska è stata per Karol Wojtyla una madre, una sorella, un’amica. Ed è certo molto difficile ricostruire l’assiduità di un  rapporto tra un pontefice e una donna laica senza il rischio di creare malintesi. Ma non è questo il  caso. La dottoressa Poltawska, membro Pontificia Accademia Pro Vita, da decine di anni è conosciuta nel mondo come fondatrice dell’Istituto della Famiglia e costante sostenitrice della difesa della vita. Oggi veniamo a sapere dove erano fissate le radici di quelle ispirazioni e convinzioni e dove la dottoressa attingeva (e attinge) le forze.

GENERE: Teatro d’attore e pittura dal vivo

venerdì 3 febbraio
TEATRO MECENATE
SPECIALE GIORNATA DELLA MEMORIA
OFFICINE DELLA CULTURA
WIEGENLIED – ninnananna per l’ultima notte a Terezín
durata 70 minuti
età 11 – 19 anni
con la Pavel Žalud Orchestra e 13 strumenti originali* dal ghetto di Terezín

progetto a cura di Matteo Corradini
la Pavel Žalud Orchestra diretta da Enrico Fink
percussioni Massimiliano Dragoni, contrabbasso Luca “Roccia” Baldini,
fisarmonica Riccardo Battisti, tambura* e bouzouki Massimo Ferri, mandolino* Massimo Greco,
flicorno basso* Saverio Zacchei, tromba* Leonardo Morella, oboe* Lea Mencaroni
clarinetti* Gabriele Coen, Gianni Micheli e Alessandra Andreani, violino* Mariel Tahiraj,
flauto traverso* Enrico Fink, ottavino* Lavinia Massai

Gli strumenti. Dalla primavera del 2009, lo scrittore ed ebraista Matteo Corradini ha recuperato undici strumenti musicali di marca Žalud appartenuti a musicisti ebrei deportati nel ghetto di Terezín e utilizzati nel ghetto nel corso del progetto di propaganda nazista. Realizzati tra la fine del XIX secolo e il 1932 a Terezín, gli strumenti hanno accompagnato il destino degli ebrei del ghetto, in particolare dei musicisti praghesi e tedeschi. La fabbrica di strumenti Žalud ha operato a Terezín dalla seconda metà del XIX secolo fino a circa il 1932. Quattro generazioni di produttori di strumenti si sono susseguite, e ciascuna ha contribuito alla nascita in particolare di strumenti per piccole formazioni estremamente dinamiche, e per corpi bandistici: tra i pezzi prodotti in primis vanno annoverati legni e ottoni, ma anche violini e mandolini.

La Pavel Žalud Orchestra nasce da un’idea di Matteo Corradini ed è diretta da Enrico Fink, suona per la prima volta tutti insieme gli 13 strumenti musicali, riportati alla vita, in un concerto-reading che ha debuttato al Teatro Comunale di Piacenza in occasione della Giornata della Memoria 2016. Lo spettacolo è incentrato sulle musiche composte negli anni del ghetto da Ilse Weber e sul racconto dell’esperienza unica di Terezín. Si alternano, concatenandosi e fondendosi, letture e musiche. Attraverso alcune figure (i ragazzi che resistono, uno scultore solitario, un giustiziato che in sogno si mette a parlare, una lampadina da accendere…) ci si potrà interrogare sul senso della verità, e su come la si possa cercare anche quando tutto intorno crolla. Anche quando la vita è in fortissimo pericolo. Parole e musica creano poco per volta un dialogo in crescendo, tra commozione e sorrisi. L’orchestra è formata da 15 musicisti di provenienza internazionale, provenienti dall’esperienza dell’Orchestra Multietnica di Arezzo.

VIDEO:
https://youtu.be/pVPThhgNJ9M?list=PL4ZZIkVJAMxmuS-p3KgpO9z88G7iEZlOl

venerdì 10 marzo
TEATRO PIETRO ARETINO
NATA – CENTRO TEATRALE CORNIANI
L’ELEFANTE SCUREGGIONE
durata 55 minuti
età: 4-10 anni
N.B. Lo spettacolo, su richiesta, potrà essere effettuato presso le scuole in spazi adeguati (palestre – auditorium, per un numero minimo di 60 alunni)

testo e regia Livio Valenti, con Livio Valenti, scenografie e pupazzi Leonardo Lepri, musiche originali e canzoni Marco Canaccini, luci Camillo Gazzaniga

“L’elefante scureggione scureggiava a profusione. Prot , prot, prot…
Tuoni fulmini e saette, pareva di sederi averne sette. Prot , prot, prot…
È una storia molto importante, parla della vita di un elefante.”

Si tratta di un lavoro semplice e divertente sulla tolleranza, sull’accettazione dei propri difetti e sull’amicizia. E’ la storia di un elefante che aveva un piccolo problema rumoroso e puzzolente. Per questo tutti nella foresta lo chiamavano L’ELEFANTE SCUREGGIONE.
Finché era piccolo tutto andava bene ed le sue puzzette era ben tollerate, ma quando diventò grande i suoi peti diventarono un grosso problema: spettinavano il Leone, sconquassavano gli ippopotami e facevano svenire scimmie e scimpanzé. L’elefante rattristato per tutti i guai che involontariamente combinava decise di trasferirsi in città.

GENERE: teatro d’attore con pupazzi.

video promo:
https://www.youtube.com/watch?v=gKN2zDKm7Cw

martedì 21 marzo
TEATRO PIETRO ARETINO
NATA – DIESIS TEATRANGO
LA CARTA DI LAMPEDUSA
durata 55 minuti
età: 11 – 19 anni
N.B. Lo spettacolo, su richiesta, potrà essere effettuato presso le scuole in spazi adeguati (palestre – auditorium, per un numero minimo di 60 alunni)

di e con Piero Cherici, Livio Valenti, Lorenzo Bachini

“La carta di Lampedusa” è uno spettacolo che racconta, attraverso canti, storie e testimonianze, i popoli migranti attraverso uno sguardo che parte dalla nostra storia passata per arrivare all’attualità. Dal viaggio, dallo spostarsi come necessità universale, al viaggio di “speranza” di chi si muove a causa di guerre, fame, persecuzioni, ricerca di condizioni economiche migliori.

Che cosa è la Carta di Lampedusa?
Il 3 ottobre 2013 a poche miglia del porto di Lampedusa, naufragò un’imbarcazione libica. L’imbarcazione trasportava centinaia di migranti e il suo affondamento provocò quasi 400 morti. Una delle più gravi catastrofi marittime nel Mediterraneo dall’inizio del XXI secolo, seguita pochi giorni dopo da un’altra tragedia che vide la morte di 200 migranti.
In seguito a questi tragici eventi, molte associazioni italiane ed europee iniziarono a mettersi in rete ed a riflettere, in un percorso comune, sulla stesura di una carta che disegnasse “una nuova geografia politica, territoriale ed esistenziale”. Uno strumento attraverso il quale la società civile, le reti e i movimenti dei migranti e coloro che cercano di tutelarne i diritti, potesse dare vita a una grande coalizione, per costringere la politica e le istituzioni a pensare a una nuova politica…

GENERE: Teatro e Canzoni. Impegno civile.

mercoledì 29 marzo
TEATRO PIETRO ARETINO
LIBERA ACCADEMIA DEL TEATRO
PANE, FAVOLE E NUTELLA
durata 55 minuti
età: 6 – 11 anni

N.B. Lo spettacolo, su richiesta, potrà essere effettuato presso le scuole in spazi adeguati (palestre – auditorium, per un numero minimo di 60 alunni)

di Amina Kovacevich con Amina Kovacevich , Uberto Kovacevich, Stefania Pace, Ilaria Violin

“Tutto è musica…”

Due bimbe qualunque si trasformano in eroine, per salvare un paese lontano dalla condanna di vivere senza sorriso. Il divieto di ballare, cantare e suonare imposto da un re malvagio, ha trasformato la vita del regno, dove si agisce ormai in modo apatico, senza ritmo ne armonia. Forse le nostre bambine possono salvare quel mondo… il loro sorriso, la loro grinta, il loro ritmo, possono contagiare gli abitanti del paese e far loro riprovare le emozioni suscitate dalla musica.
Uno spettacolo rivolto ai bambini della scuola primaria che coinvolge in prima persona i piccoli spettatori facendoli partecipare attivamente allo svolgimento della storia. Tramite l’uso di trucchi, accessori e strumenti musicali realizzati con materiali di recupero, i bambini sono chiamati ad interpretare alcuni ruoli, insieme agli attori.

GENERE: Teatro d’attore e Tecniche di animazione.