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3° CONVEGNO SUL TEATRO SOCIALE

TEATRO COMUNALE DI BUCINE (AR) - SALA DEI GRANDI PROVINCIA DI AREZZO
21 e il 22 ottobre 2010
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RETE TEATRALE ARETINA – PROVINCIA DI AREZZO
COMUNI DI ANGHIARI BUCINE CASTIGLION FIORENTINO MONTE SAN SAVINO
STAGIONI TEATRALI 2009/2010


QUATTRO semi/seri

1° Rassegna trasversale della Rete Teatrale Aretina


Quattro teatri della provincia aretina che creano un cartellone unico…un tentativo, anzi una piccola semina che porti nuovi frutti, ma con un pizzico di ironia.
E’ la nuova proposta della Rete Teatrale Aretina per un pubblico dinamico e curioso che accetti  di  mettersi in gioco… Otto spettacoli, due per ogni teatro, con un cartellone serrato dal 13 febbraio al 16 aprile che propone importanti ospitalità (Fabio Canino - Gianmaria Testa - Jacob Olesen) e produzioni originali del nostro territorio ( I Tre Leccardi - Lampedusa è uno spiffero - Notte campana –Musicomix  - Rosa Lullaby)
Teatro civile dunque e tanta musica. Comica, jazz e una commedia musicale dedicata a Raffaella Carrà.
La rassegna trasversale nasce dalla volontà di mettere in rete non solo i teatri della provincia ma anche il loro pubblico così da creare un nucleo di spettatori che si muovano da una parte all'altra del territorio aretino componendo un proprio cartellone ideale. La rassegna ospita anche chi nella nostra provincia  un teatro non ce l’ha come il Comune di Marciano della Chiana che propone Fiesta in collaborazione con l’Arci provinciale. Un cartellone impegnativo che si snoda nell’arco di due mesi con spettacoli a cadenza settimanale con un biglietto unificato a 10 euro e, altra novità,  un abbonamento trasversale per gli otto spettacoli al costo di 50 euro.
Direzione artistica
Luca Baldini - Andrea Merendelli - Gianfranco Pedullà - Alberto Spurio-Pompili


TEATRO COMUNALE BUCINE

sabato 13 febbraio ore 21.15

EmmeA' Teatro

“LAMPEDUSA È UNO SPIFFERO!!!” l'Immigrazione - Lampedusa - l'Occidente - la Caponatina


in collaborazione con Cultània Festival, Armunia Festival Costa degli Etruschi, Teatro Comunale di Castiglion Fiorentino, Il Carro di Jan
monologo tragicomico
di Fabio Monti e Norma Angelini
luci di Michele Fazio - video di Norma Angelini
con Fabio Monti

Ridere delle assurdità del mondo. Cercare le contraddizioni. Estremizzarle. E ridere. Ridere. Cercare il senso delle cose, e provare a salvare la pietà umana, da facce viste, da contraddizioni reali, da voci sentite, da ragioni comprese, prima, molto prima dei giudizi facili, delle ragioni, facili. Questo il presupposto che ci ha portato a Lampedusa. Ma lo sai che uno dei pizzi di terra più a sud di tutta l'Europa si chiama Lampedusa? Sai, è un'isola. Piccola. Molto più vicina all'Africa che al resto d'Europa. In media, quasi uno sbarco ogni 3 giorni. E ogni 3 giorni, Lampedusa buca lo schermo, e si guadagna il suo spazio sugli italicitelegiornali.
E poi c'è la storia di Lampedusa. Che è una storia di marginalità, di isolamento, di abbandono. Per dire, i lampedusani sono stati tra gli ultimi, in Italia, ad avere il telegrafo, tra gli ultimi, in Italia, ad avere la corrente elettrica, tra gli ultimi, in Italia, ad avere il telefono, insomma, tra gli ultimi, sempre tra gli ultimi, da sempre.
Questo è il punto: per la sua storia passata, per la sua storia più recente, per la sua posizione geografica, per tutto questo e per molto altro ancora Lampedusa incarna con assoluta evidenza contraddizioni che ci paiono tipiche di tutto l'Occidente. Siamo convinti che interrogando oggi, da artisti, Lampedusa, si possa trovare qualcosa di profondamente rappresentativo, emblematico, dell'Occidente intero.

TEATRO COMUNALE CASTIGLION FIORENTINO

sabato 20 febbraio ore 21.15  

in collaborazione con l'assessorato alla cultura del comune di Marciano della Chiana
The aries world artist organization/ Paolo Lanfredini

Fabio Canino in

“FIESTA”


una esilarante commedia di Roberto Biondi
con Diego longobardi, Sandro Stefanini, Giovanni di Lonardo
e la partecipazione di Manuele Labate

Dialoghi serrati e battute a ripetizione, “Fiesta” è un ironico - e autoironico - affresco del mondo gay, qui rappresentato da tre amici che, come ogni anno, il 18 giugno organizzano un party per il compleanno della loro amatissima Diva, per una ricorrenza “che va festeggiata tutti insieme, come il Natale!”
Affiancato dal coprotagonista Diego Longobardi, dagli attori Sandro Stefanini, Giovanni Di Lonardo e con la partecipazione di Manuele Labate, Fabio Canino è il padrone di casa che festeggia ancora una volta assieme ai suoi inseparabili amici, il compleanno del mito vivente televisivo per eccellenza, Raffaella Carrà, mettendo in piedi una “Fiesta” in puro stile Almodovar, capace di divertire il pubblico di ogni età. Lo stesso pubblico, inoltre, sarà diretto protagonista dello spettacolo e potrà decidere il finale scegliendo fra 3 diverse divertentissime possibilità.
“… fu naturale fermarci su Raffaella Carrà. Lei e solo lei aveva davvero accomunato la nostra passione. Sin da ragazzino infatti l’avevo adorata, seguita e desiderata. In Fiesta ho messo tutto quello che ho sempre provato per Raffaella, fino a quadruplicarmi nei personaggi che la celebrano nella commedia… chi idolatrandola, chi invidiandola, chi appena sfiorata suo malgrado. Con Fiesta ho scritto tutto quello che avremmo voluto dire su Raffa e che non abbiamo mai osato dichiarare.”
Roberto Biondi

TEATRO COMUNALE BUCINE

sabato 27 febbraio ore 21.15

Materiali Sonori - Versi liberi

“NOTTE CAMPANA”


con  Carlo Monni, voce poetica & Arlo Bigazzi, basso, Orio Odori, clarinetto, Giampiero Bigazzi, electronics, voce

Un imprevedibile occasione di poesia e musica. Dedicato ai grandi versi di Dino Campana, il leggendario scrittore toscano nato nel 1885 proprio sulle pendici dell'Appennino e scomparso a Castel Pulci, nei pressi di Badia a Settimo, nel 1932. Le poesie più forti, l’ambiente fiorentino dell’epoca, l’amore per Sibilla Aleramo. In un allestimento rigoroso, ma giocato sulle corde della leggerezza, sottilmente minimale. Protagonista è l'attore Carlo Monni, fine conoscitore dei "Canti Orfici" e straordinario interprete della poesia toscana. Ad accompagnarlo due protagonisti della musica di ricerca: Arlo Bigazzi al basso elettrico e al basso a tinozza e il compositore e direttore d'orchestra Orio Odori al clarinetto (sottilmente stravinskjiano).
Un non-spettacolo che si svilupperà su temi apparentemente improvvisati... come una veglia post-moderna. In realtà i versi di Campana sono molto vivi e albergano da sempre intorno ai nostri pensieri. E' anche un modo per ritrovarsi con quel diamante grezzo della cultura toscana che è Carlo Monni e rendere omaggio all'eroica resistenza della poesia.

TEATRO VERDI  MONTE SAN SAVINO    

giovedì 11 marzo ore 21.15     

Produzione Fuorivia

Gianmaria Testa in

“DA SOLO”


Gianmaria Testa canta in italiano e vive in Italia, nelle Langhe. I casi della vita hanno voluto però che i suoi primi tre dischi siano stati prodotti in Francia, anche se in cinque anni si è imposto come artista di talento e la stampa (sia francese che italiana) è stata unanime nell' individuare in lui uno dei più importanti cantautori italiani. Gianmaria è un cantautore profondamente popolare e raffinato al tempo stesso, dalla voce  roca e vellutata che fa della canzone nuda la sua vera forza. Testi come piccole poesie che parlano di nebbie e di
incontri, di solitudini e di colline. Musiche che evocano il tango, il jazz, la bossanova, la habanera, il valzer e creano suggestioni calde, intense, che sanno avvolgere. Se sono certamente importanti il successo internazionale dei primi dischi prodotti, gli inebrianti applausi dell’Olympia, i concerti nei grandi teatri europei e americani, sono però straordinariamente intimi e personali i colori delle terre di Langa; è proprio di Testa rendere musicali i tacchi di una donna che si perde lungo la pensilina di un’anonima stazione, come le unghie incalcinate di un muratore che muore con la sua casa costruita da solo negli occhi e nel cuore.

TEATRO DEI RICOMPOSTI ANGHIARI    

venerdì 19 marzo, ore 21.00

Sipario Aperto – Arezzo Teatri Doc, Anteprima Nazionale

"I TRE LECCARDI"


con Luca D’Amore, Fabrizio Lepri, Giorgio Pinai
Coordinamento e drammaturgia: Andrea Merendelli

Il Teatro di Anghiari e la Compagnia de I Tre Leccardi (dal titolo di una canzone “ridiculosa” di Giulio Cesare Croce) propongono un progetto di ricerca sugli strumenti per le musiche di scena (delle quali si conosce pochissimo) e di intrattenimento conviviale nei secoli XV-XVII, portato avanti da tre musicisti professionisti (Luca D’Amore, Fabrizio Lepri e Giorgio Pinai). La ricerca sugli strumenti da commedia, è diventata uno spettacolo che debutta nella Stagione del Teatro di Anghiari. Il progetto ha avuto una fase sperimentale che ha visto numerosi concerti-performance teatrali in Italia e all’estero, e ora entra nella sua fase produttiva curata dal Teatro di Anghiari, con lo scopo di dare ai tre musicisti una residenza artistica e produrre il loro primo spettacolo teatrale-musicale. Attraverso suggestivi strumenti musicali d’epoca (fedelmente ricostruiti da maestri liutai), I Tre Leccardi si pongono come eredi di un percorso comico-musicale-didattico che parte dai giullari di corte e di piazza, e arriva fino alle assi dei palcoscenici dove si recitano le “commedie all’improvviso”. Cornamusa, chitarrone, viella, bombarda, flauto doppio, pipe and tabor e percussioni, vengono suonati e spiegati-declinati nel loro uso, con divertenti esecuzioni che lasciano spazio alla comicità e agli stereotipi (antichi e moderni) della “commedia all’improvvisa”. Un viaggio nel mondo dei musici girovaghi che suonavano benissimo, che spesso erano anche buffoni-attori, ma che altrettanto spesso erano ignoranti ed illetterati, e ancora più spesso, morti di fame.

TEATRO COMUNALE CASTIGLION FIORENTINO

sabato 27 marzo ore 21.15

spe spettacoli/ il teatro possibile
Dosto & Yevski

MUSICOMIX con Donna Olimpia


Si può scherzare con la musica seria?
Dosto & Yevski, musicisti professionisti, ci riescono benissimo. L'ironia riesce a coniugarsi perfettamente nello spettacolo MUSICOMIX.
I due musicisti, invitati da un impresario, vengono a sapere per caso che devono esibirsi insieme ad un'orchestra. I due artisti, non volendo rinunciare all'ingaggio, si riciclano e si inventano di tutto, arrivando a suonare 6, 7 strumenti e riproducendo tutti i tipi di melodie e i ritmi più difficili. A complicare la situazione la signora delle pulizie (donna Olimpia, soprano) che entra ed esce dal palcoscenico esibendosi nei suoi gorgheggi, sfoggiando abiti a dir poco fantasiosi.
Uno spettacolo esilarante per grandi e piccini.

“… la tecnica di Dosto & Yevski lascia ancora di più senza parole e a far letteralmente ammutolire (di piacere) la platea c' è ogni tanto l' intervento vocale del mezzosoprano Donna Olimpia con arie rese ancor più irresistibili. E non c' è elogio o spassoso imbarazzo in grado di testimoniare la felicità che emana da certi numeri classici vertenti in cha-cha-cha, che spunta fuori da quadri viventi lirico-tellurici, che aleggia in ballate russe dopo un parampampara. .. Come criticare una valanga di rumori così sinfonici, lirici, poetici?
Rodolfo di Giammarco
La Repubblica    

TEATRO DEI RICOMPOSTI ANGHIARI    

sabato 10 aprile, ore 21.00

Spettacolo vincitore del premio ETI-CEI  I Teatri del Sacro 2009

“OIBÒ SONO MORTO”


Liberamente tratto da “Torntuppen” di Jan Fridegard e “Oibo’ sono  morto” di Arto Paasilinna
di e con Giovanna Mori e Jacob Olesen

Liberamente tratto da due romanzi “Torntuppen” (il gallo di ferro che sta in cima al campanile della chiesa protestante) di Jan Fridegard e “Oibo’ sono  morto” di Arto Paasilinna, due autori scandinavi di fede protestante, Oibò sono morto tratta il tema di cosa succede quando “la signora morte” ci viene a prendere, è cosa succede dopo, di cosa c’è  nell’aldilà.
In Oibò i due attori-autori di diversa fede si scontrano e si confrontano  immaginando  un luogo di  passaggio tra la vita terrena e l’eternità assoluta. Una specie di “non dove” dove le anime passano e soggiornano prima di andare, dove non so, nel luogo del mistero assoluto. Luogo dal quale non si può tornare indietro, dove non si ha più né freddo né caldo, né fame, né bisogno di andare dal parrucchiere, ma dove ancora si provano passioni, sentimenti e curiosità.

C’è un uomo. Cammina per strada.  E lì sta passando una donna. L’uomo si volta a  guardarla. Passa una macchina, lo investe, l’uomo muore. La sua anima lascia il corpo e si mette a guardare quello che succede. Il trambusto intorno a lui, l’ambulanza, l’ospedale.
E poi c’è una donna in coma. Intorno a lei i parenti che cercano di trattenerla con il loro amore.
E l’anima dell’uomo la  vede  e  se se innamora. E allora si mette ad aspettare. Finalmente per lui,  purtroppo per lei, eccola che arriva. Comincia così una storia d’amore. Senza  paura di retorica, la storia di due anime. Anime che guardano al loro passato con stupore e struggimento e al loro futuro  senza possibilità di costruzione, ma intanto “vivono”  quel presente. Fanno incontri: un bambino spaesato e perduto, una nonna amatissima,  una madre alla quale non erano riusciti a dire in vita il loro amore, un cane bastardo, un pesciolino rosso, proprio il loro. Perché l’anima del pesce rosso e quella di grandi personaggi  in quel  “non dove “ stanno una accanto all’altra. Oibò sono morto  è una riflessione sul senso della vita. Sul superamento della paura attraverso la fede.
Fede nella vita, nell’uomo, nella curiosità e nell’incontro.

TEATRO VERDI  MONTE SAN SAVINO    

venerdì 16 aprile ore 21.15     

Officine della Cultura – Libera Accademia del Teatro

“ROSA LULLABY - Racconto dai tetti rossi”


di Gianni Micheli
regia di Francesca Barbagli
con Andrea Biagiotti
e con Paolo Benvegnù, Massimo Ferri, Luca Baldini, Gianni Micheli
proiezioni audiovisive a cura di Stefano Dei

A quarantacinque anni Aldo diventa padre. Aldo è un uomo “normale” con una vita “normale” ma con un passato e una storia che normali non sono: Aldo è “figlio del manicomio”, nato da due pazienti dell’ospedale psichiatrico di Arezzo. Dei suoi genitori Aldo non sa nulla, non ha mai voluto sapere nulla. Affidato poco dopo la nascita a genitori “altri”, al di fuori dalla struttura manicomiale, per tutta la vita non ha fatto che affermare la sua “normalità”. Nel frattempo ha avuto luogo quella straordinaria stagione di riforme che coinvolge molti istituti psichiatrici, quello aretino in prima fila, definitivamente chiuso con la riforma della legge 180 del 1978. Da quella legge sono ormai passati trenta anni, il tempo di una generazione, ma è solo con il raggiungimento della tanto desiderata paternità che Aldo si sente spinto a riannodare, sulle note di una ninna nanna che emerge dalla sua memoria, il proprio vissuto a quello di coloro che in un momento d’amore gli hanno dato la vita. Rosa Lullaby è il viaggio e il canto, la poesia e la memoria di un uomo che intende ridare un nome e un volto a chi per troppo tempo è rimasto senza una storia da raccontare o un pubblico a cui narrarla.
Rosa Lullaby nasce in collaborazione con il Centro Promozione per la Salute “Franco Basaglia” e rientra nel progetto per la costituzione di un Archivio della Memoria Orale dell’Ospedale Neuropsichiatrico aretino.


ABBONAMENTO

8 SPETTACOLI: 50,00 Euro

BIGLIETTO: 10,00 Euro



Info e prevendite:

Rete Teatrale Aretina via Bicchieraia, 34 Arezzo

Telefono 0575/1824380


PREVENDITA ON-LINE

http://rta.ticka.it

www.reteteatralearetina.it



INFO TEATRI

TEATRO DEI RICOMPOSTI di ANGHIARI    

Via Bozia, 3 tel 0575.788659

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TEATRO COMUNALE di BUCINE

Via del Teatro, tel. 055.711319

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TEATRO COMUNALE di CASTIGLION FIORENTINO

Castiglion Fiorentino, via Trieste, 8 tel. 0575 658809 – Pro Loco 0575 658278   

www.comune.castiglionfiorentino.ar.it


TEATRO VERDI di MONTE SAN SAVINO    

Via Sansovino, tel 0575 27961

www.officinedellacultura.org