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CapoTrave

CapoTrave è una compagnia teatrale fondata da Luca Ricci, Mirco Ferrara, Enzo Fontana e Lucia Franchi. Il gruppo è nato a Pieve Santo Stefano (Arezzo), nel gennaio 2003.
Oltre alla produzione di spettacoli e alle attività di laboratori nelle scuole, organizza “Kilowatt- l’energia del nuovo teatro”, festival dedicato ai giovani gruppi della nuova ricerca teatrale italiana.
Dal 2003 la compagnia è riconosciuta dalla Provincia di Arezzo che ha favorito l’adesione di CapoTrave  alla Rete Teatrale Aretina.
Dal 2004 al 2007 ha collaborato prima con Arezzo Wave, poi con Italia Wave, curando gli eventi teatrali all’interno del festival.
Dal 2006 al 2009 ha organizzato la rassegna teatrale annuale presso il Teatro Comunale “Giovanni Papini” di Pieve Santo Stefano.
Una parte dell’attività della compagnia è localizzata su Roma dove, tra le altre cose, nel 2004 CapoTrave ha ideato la rassegna “300 Km a Nord. Nuova scena Toscana a Roma”, presso il Rialto Sant’Ambrogio.
Sempre a Roma, dal 2005 al 2007 ha tenuto un laboratorio teatrale interculturale all’Università Popolare; dal 2006 ha spostato nella capitale la propria attività-produzione, a partire dall’allestimento de I supermaschi, in semifinale al Premio Scenario 2007.
Nel 2009, per Attraversamenti Multipli ha allestito Messaggi in bottiglia, site specific all’interno della metropolitana romana.
Gli ultimi lavori prodotti da CapoTrave sono Robinsonade  e  Virus.

Il linguaggio usato dal gruppo è legato alla parola, a cui si arriva, però, passando per la biografia, il corpo e le attitudini degli attori. Gli attori, infatti, sono per noi al centro del teatro, e i supporti tecnici di ogni genere sono utili fino a quando non li sostituiscono, ma piuttosto li aiutano a valorizzare il loro lavoro.
Anche il testo per noi non sta sopra gli attori, ma accanto e loro possono piegarlo, tagliarlo, lavorarlo, a volte pure stravolgerlo tutto, sempre con il fine di restituirgli il senso che ci sembra attuale.
L’obiettivo è la vita delle parole e delle azioni sceniche.
Il binomio di lavoro tra una periferia di scarsa tradizione teatrale e la metropoli romana è per noi stimolante, perché da un lato ci spinge verso la ricerca di formule di coinvolgimento popolare – il teatro di ricerca non deve essere per forza di nicchia – dall’altro verso l’approfondimento di tecniche e azioni di sperimentazione che non siano velleitariamente innovative, in un contesto in cui ci vuole poco per esserlo.
L’ostinazione è quella di rendere popolare una forma di teatro che per sua vocazione non lo è, che in molti casi non vuole proprio esserlo, ma che, quando riesce a farlo, dà i frutti che a noi sembrano più vivi.



Contatti:
Capo Trave via Luca Pacioli 7  52037 San Sepolcro (AR)
www.capotrave.it - Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – 338.93.94.812